il dilemma del selezionatore


Il santa marinella film festival, come certo a molti lettori noto, è nato dal desiderio di offrire  visibilità a quel giovane cinema italiano e d’autore condizionato dai problemi della distribuzione e a volte stritolato dalla massiva promozione delle grandi case di produzione/distribuzione proprietarie di sale, testate giornalistiche e televisive, che impongono prodotti spesso di gran lunga inferiori a quelli della c.d. produzione indipendente, la quale rimane praticamente “invisibile” al grande pubblico mentre trova ampio spazio e meritati riconoscimenti  nelle manifestazioni culturali organizzate, senza fini di lucro, con l’aiuto degli enti pubblici e la buona volontà dei privati, dagli ultimi amanti del cinema.

Il santa marinella film festival pone in essere dunque un processo inverso a quello dei distributori: questi,  perseguendo fini speculativi, immettono sul mercato quello che piace al più vasto pubblico ponendosi raramente fini diversi; quello, nella consapevolezza che il suo pubblico, ormai “affezionato”, sia una platea attenta, preparata e consapevole dell’impegno che le viene richiesto, promuove una selezione  di quel cinema che chiede di essere seguito con disponibilità ed amore.

Il santa marinella film festival, che per tale sua impostazione si distingue da una semplice rassegna “balneare ” con scopi meramente ludici, si propone  di offrire una selezione effettuata preliminarmente fra le opere prime e seconde  dei nostri migliori registi prodotte il più delle volte dagli stessi con l’aiuto del MiBAC o delle varie film commission.

Il compito sembrerebbe facile e addirittura piacevole ma in realtà crea un vero dramma per chi è chiamato a effettuare la scelta costretto da un lato dal ristretto numero di film da poter proiettare vuoi per i tempi del  festival, vuoi per i luoghi, non essendovi oltre alle arene, altri spazi da poter utilizzare per proiezioni diurne, vuoi dal desiderio di offrire al pubblico una gamma se non completa per lo meno diversificata della produzione ultima e dall’altro lato dal notevole numero di opere  di autori esordienti o meno, un ampio ventaglio reso possibile grazie all’avvento del digitale che, sia pur con i propri limiti, ha reso possibile a molti registi o aspiranti tali di presentarsi alla ribalta.

Il santa marinella film festival alla sua VIª edizione presenterà dodici film ognuno dei quali portatore di una specifica valenza.

Dal punto di vista autoriale tutti i film in concorso hanno meritato la nostra attenzione sia come regia che come sceneggiatura, fotografia e colonna sonora. Sotto il profilo dell’interpretazione vogliamo sottolineare le prove femminili de La straniera di Marco Turco e de La pivellina di Tizza Covi e Rainer Frimmel che hanno indotto immediatamente all’ammissione delle opere per la genuinità espressiva.

Se nuovi registi si affacciano sulla scena, è ancor vero che giovanissimi attori si sono guadagnati il diritto allo schermo. Gli interpreti di tre pellicole su dodici, La pivellina, La fisica dell’acqua di Felice Farina, e L’uomo fiammifero di Marco Chiarini sono giovanissimi, alla loro prima esperienza e non demeritano minimamente a fianco di attori bravi  come Claudio Amendola,  Paola Cortellesi, Francesco Pannofino. Così come abbiamo ritenuto opportuno consentire al pubblico del santa marinella film festival di apprezzare l’interpretazione drammatica della stessa Cortellesi nel film di Felice Farina e di Stefano Boni in Complici del silenzio di Stefano Incerti o di Massimo Poggio in Il compleanno di Marco Filiberti o di Ennio Fantastichini in Viola di mare di Donatella Maiorca  o ancora di Valerio Mastandrea in Good morning Aman di Claudio Noce. Sul fascinante versante femminile segnaliamo anche le interpretazioni di Valeria Solarino e di Isabella Ragonese sempre in Viola di mare.

La coralità e l’orchestrazione dei ruoli in L’ultima estate di Eleonora Giorgi, alla sua seconda regia dopo essere stata attrice e produttrice, e nel giallo alla Agatha Christie, Un amore di Gide di Diego Ronsisvalle, con tanti attori già premiati nelle passate edizioni del santa marinella film festival come Olivia Magnani e Gigi Angelillo, hanno meritato l’inserimento delle pellicole nella rassegna così come la piacevole conferma di attori  noti per le loro presenze televisive come Massimo Bonetti in Pietralata di Gianni Leacche o Corrado Fortuna in Una notte blu cobalto di Daniele Gangemi.

Il santa marinella film festival volendo concorrere in modo consapevole e critico alle celebrazioni del 150° anniversario della spedizione garibaldina,  inaugurerà la sua VIª edizione  con un intervento di Ernesto G. Laura,  presidente della giuria, sulla “lettura” data dalla nostra cinematografia all’impresa  del 1860 e soprattutto sulle sue conseguenze. Seguirà la proiezione di Banditi! (1999) di Pasquale Squitieri.

Il 1° agosto, in occasione della premiazione, grazie alla preziosa collaborazione della Cineteca Nazionale sarà presentato Il bandito di Tacca del Lupo (1952) di Pietro Germi, in una delle più significative interpretazioni di Amedeo Nazzari.


Il direttore del santa marinella film festival
Ernesto Nicosia