Domenica 4 agosto

ore 21:15
Hotel Le Palme, lungomare Guglielmo Marconi, 9 – Santa Marinella

 

TIGER BOY

corto d’apertura

Regia: Gabriele Mainetti
Interpreti: Lidia Vitale, Francesco Foti, Simone Santini
Sceneggiatura: Nicola Guaglianone
Fotografia: Michele D’Attanasio
Musiche: Gabriele Mainetti
Montaggio: Simone Manetti
Produzione: Goon Films

Matteo, un bambino di nove anni, costruisce una maschera identica a quella del suo mito: un wrestler di Corviale chiamato Il Tigre. Una volta indossata non è più disposto a togliersela: ci va scuola, ci dorme, ci fa addirittura il bagno. Quello che a prima vista viene scambiato come un capriccio è in realtà una chiara richiesta d’aiuto che nessuno riesce a cogliere.

 

a seguire…

 

PULCE NON C’E’ (opera prima)

in concorso

Regia: Giuseppe Bonito
Interpreti: Pippo Delbono, Marina Massironi, Piera Degli Esposti, Rosanna Gentili, Anna Ferruzzo, Giorgio Colangeli, Alberto Gimignani, Francesca Di Benedetto, Ludovica Falda, Elisa Catale
Sceneggiatura: Monica Zapelli, dal romanzo omonimo di Gaia Rayneri
Fotografia: Massimo Bettarelli
Musiche: Mokadelic
Montaggio: Roberto Missiroli
Scenografia: Michele Modafferi
Costumi: Fiorenza Cipollone
Produzione: Overlook Production, con il contributo del MiBAC, in associazione con CRT – Sviluppo e Crescita, DAMS – Discipline Arti Musica e Spettacolo e FIP – Film Investimenti Piemonte, con la collaborazione della Film Commission Torino Piemonte

Giovanna Camurati è una ragazzina come tante, con dei genitori comuni a tanti. Sua sorella Margherita, detta Pulce, invece è una bambina speciale. Pulce ha nove anni, beve solo tamarindo, ascolta solo Bach, non reagisce mai come ti aspetteresti e va pazza per le persone arrabbiate. Ma soprattutto Pulce non parla anche se questo, come dice Giovanna, “non significa che non abbia niente da dire”. Pulce è autistica. Un pomeriggio di pioggia, la vita della famiglia Camurati cambia. La madre va a prendere Pulce a scuola e scopre che Pulce non c’è. E’ stata portata via senza troppe spiegazioni in una comunità dal nome rassicurante di “Giorni Felici”. Lentamente emergono i contorni dell’accusa: si sospetta che pulce abbia subito abusi da parte di suo padre.. La macchina della giustizia deve fare il suo corso, fugare ogni dubbio ragionevole o irragionevole le normali follie di ogni lessico familiare.Giovanna ci racconta senza retorica e senza patetismi lo scontro tra mondo adulto e infanzia, tra malattia e normalità, tra rigidità delle istituzioni e legami affettivi.