lunedì 21 luglio

ore 21:30
Croce Rossa Italiana, via Zara snc – Santa Severa

ADINA E DUMITRA

corto d’apertura (5’)


Regia: Dario Leone
Interpreti: Marina Cacciotti, Virginio Gazzolo, Katia Ivanova Mitikova, Tatiana Zapolnova
Sceneggiatura: Dario Samuele Leone e Chiara Nicola
Fotografia: Daria D’Antonio
Montaggio: Stefano Cravero (AMC)
Musiche: Paolo Murgia eseguite da Bandakadabra
Produzione: Annamaria Granatello e Francesca Solinas

Sinossi: È la storia di due badanti rumene, Adina e Dumitra, e dei loro assistiti, il signor Rossi e la signora Marina. Quattro storie di emarginazione diverse e parallele. Le due donne sognerebbero un’altra vita, eppure pur vivendo una di fronte all’altra e pur condividendo la stessa sorte, non diventano amiche. Anzi fra loro scatta una vera e propria competizione, volendo dimostrare l’una all’altra quanto stiano bene e si divertano nelle rispettive case: mettono in scena feste e serate danzanti fino al momento in cui per il compleanno della signora Marina saranno costrette a vivere un’intera serata insieme…

 

a seguire…

 

UN CONSIGLIO A DIO

in concorso (72’)

Regia: Sandro Dioniiso
Interpreti: Vinicio Marchioni; Granit Dervshllari; Kiswendsida Judicael Quango; Ogundian Oyetunde Goudedji
Sceneggiatura: Sandro Dionisio e Flavio Alaia
Fotografia: Alessandro Abate
Montaggio: Giacomo Fabbrocino
Musica: Danise
Produzione: C.ET.R.A – Axelotil Film con il contributo di Pigrecoemme Scuola di Cinema

Sinossi: Un uomo solo nel buio della notte su un litorale italiano ingombro di rifiuti e di escrementi, è intento nel suo duro e faticoso lavoro: recuperare i corpi degli extracomunitari naufragati sulle nostre coste nel loro viaggio della speranza.
Le immagini creano un dialogo a distanza tra l’anonimo emarginato italiano e gli emarginati della contemporaneità, ovvero i migranti in fuga dalla miseria e dalle guerre. Documenti documentaristici e interviste fatte per l’occasione ai profughi appena accolti nei centri di prima accoglienza, e poi via via integrati nel contesto sciale italiano, contribuiscono ad evidenziare nel testo di Morganti, oltre l’apologo grottesco e irresistibilmente comico, il respiro di una riflessione urgente e imprescindibile sul divario tra mondi che solo un consiglio di Dio potrebbe avvicinare.