lunedi 3 agosto

ore 21:15
Istituto Comprensivo (plesso centro)
Via della Conciliazione 2, Santa Marinella



AD ESEMPIO

corto d’apertura

Regia: Silvio Governi
Interpreti: Vinicio Marchioni, Sabrina Impacciatore, Andrea Dolente, Fabio De Caro
Sceneggiatura: Silvio Governi, Matteo Festa
Fotografia: Tani Canevari
Musiche: Andrea Guerra
Produzione: Birdy srl

Sinossi: Giacomo ha 8 anni e suo padre ha perso il lavoro. L’uomo è stanco di incassare rifuiti ai colloqui ed è preoccupato per la sua famiglia: Anna sua moglie e il piccolo Giacomo la disperazione lo porta a una decisione impensabile per un uomo onesto come lui: fare una rapina in banca.

 

a seguire…

 

LEONI

(90’)

Regia: Pietro Parolin
Interpreti: Neri Marcorè, Stefano Pesce, Piera Degli Esposti, Anna Dalton, Antonio Pennarella, Paolo Bessegato, Pierpaolo Spollon, Andrea Pennacchi, Liyu Jin, Giancarlo Previati, Massimo Zordan, Cristina D’Alberto, Michele De Marchi, Helene Olivi Borghese, Luca Klobas, Pieraldo Girotto, Roberto Gudese, Enoch Marrella, Daniele Griggio
Sceneggiatura: Pietro Parolin
Fotografia: Luca Coassin
Musica: Lorenzo Tomio
Produzione: CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia Production, con il contributo del MiBACT, Rai Cinema, con il sostegno di Regione Veneto, in collaborazione con Digipix, AMG, 360 degrees film, Annamode, Treviso Film Commission
Distribuzione: Bolero Film
Premi e festival: ICFF Italian Contemporary Film Festival

Sinossi: La crisi è ormai assodata, anche in Veneto, dove si era abituati a veder le cose marciare in un unico modo, quello “giusto”. Ma ora sopravvivere è difficile. Gualtiero Cecchin non ha mai avuto problemi di soldi: fino a poco tempo fa era un vero figlio di papà, arrogante e viziato… ma simpatico. Ora che i soldi sono finiti come farà a tornare ai vecchi fasti? Con un’idea e una buona dose di incoscienza o con una nuova impresa, anche se in modo non del tutto convenzionale?
Note di Regia: Facciamo un salto indietro nel tempo e andiamo a pensare al sapore di una certa commedia all’italiana. Ripensiamo all’opera di Germi, “Signore e signori”, a quando Vincenzoni gli mise in mano il copione. Ripensiamo a chi ebbe la fortuna di vedere quel film al cinema, magari in Veneto, uscire dalla sala e andare al bar con gli amici a bere qualcosa e parlare di quello che avevano appena visto. È quel momento che ci interessa: la quotidianità di tante persone che si ritrovano in piazza, ieri come oggi, per parlare di qualcosa, nel bene e nel male. Questo sottofondo, questo brusio corale, è il tappeto sociale su cui si è costruito “Leoni”. Mescoliamo assieme una riflessione tragicomica sulla crisi, una frustata alle insicurezze umane e qualche tocco iperbolico per andare a far squillare un campanello, o almeno provarci, che tace da tanto tempo: quello della satira, pura, a tratti esagerata, mai volgare. E cerchiamo, come nella satira vera, quel tempo, quella pausa di silenzio tra un sorriso e un ghigno che spesso, se funziona, può caricarsi anche di commiserazione, non gratuita, costruttiva: vedremo come non bisogna comportarsi, per lasciare un solco di speranza nello sguardo dopo la visione.