mercoledì 29 luglio

ore 21:15
Istituto Comprensivo (plesso centro)
Via della Conciliazione 2, Santa Marinella

ULTIMO GIRO

corto d’apertura

Regia: Giuseppe Sansonna
Interpreti: Giorgio Colangeli, Toni Mazzara, Marco Aimone, Lorena Tuveri
Sceneggiatura: Giuseppe Sansonna
Fotografia: Gughi Fassino
Musiche: Sergio Caputo, Pasquale Mollo, Valerio Camporini Faggioni
Produzione: I Film Good
Il film è stato realizzato anche grazie al crowdfunding condotto sulla piattaforma Eppela

Sinossi: Bruno è un maestro riconosciuto di una forma di raggiro anacronistica e quasi estinta: il gioco delle tre campanelle. È il finto passante che convince la vittima di turno a ritirare altri soldi al bancomat, per alimentare la sopravvivenza della compagnia dei truffatori. Ma il peso degli anni, ormai, si fa sentire.

 

a seguire…

 

PATRIA

(89’)

Regia: Felice Farina
Interpreti: Francesco Pannofino, Roberto Citran, Carlo Gabardini
Sceneggiatura: Felice Farina, Beba Slijepcevic, Luca D’Ascanio, Dino Giarrusso, dall’omonimo libro di Enrico Deaglio
Fotografia: Roberto Cimatti
Produzione: Nina Film, con il contributo del MiBACT, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte
Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà
Premi e Festival: Cinema Italian Style 2014: CIS Doc, La Biennale di Venezia 2014: Giornate degli Autori – Venice Days, Selezione Ufficiale

Sinossi: L’operaio Salvo si arrampica sulla torre della fabbrica, per protesta contro il licenzimento o forse solo per rabbia cieca, minacciando di buttarsi giù. Giorgio, rappresentante sindacale, operaio anche lui, di carattere e fede politica del tutto opposti, sale per salvarlo dalla caduta. Il terzo, ipovedente e autistico, custode assunto come categoria protetta, si aggiunge per fare loro compagnia. Nell’arco di una notte, abbandonati da tutti, nella disperata attesa che arrivi qualche giornalista, questi tre punti di vista ripercorrono gli ultimi trent’anni della vita del paese, gli anni che li hanno portati su quella torre pericolosa. Anni di speranze tradite, di crimini e stragi, di ribaltoni e giochi di potere. Li rivediamo anche noi attraverso il montaggio del materiale d’archivio.
Nota di regia: «Ho tradito le forme del documentario con un esperimento, inseguendo la memoria di un film amato, che è Hiroshima mon amour di Resnais: quel modo di legare i frammenti di repertorio allo svolgersi di un racconto presente, quel fonderli in una sola cosa sincronizzando le emozioni della Storia a quelle dell’azione scenica. Il risultato è indefinito, come indefinito è l’oceano di ombre e luci della memoria».