martedì 2 agosto

ore 21:15
Istituto Comprensivo – Via Aurelia, 276 – Santa Marinella

Non è volare

cortometraggio d’apertura

Regia: Marcello Cotugno
Soggetto e sceneggiatura: Paolo De Vita
Musiche: Okapi – De Gaetano – Fresa
Fotografia: Luca Santini
Interpreti principali: Paolo De Vita
Produzione: Santini Edizioni International srl
Contributi e sostegni: in collaborazione con NUOVO IMAIE, PARKINZONE onlus – Gruppo STEP
Distribuzione: Santini Edizioni International srl
Partecipazione a festival e/o premi: Frontiere SPI (finalista) – Salento finibus terrae

Sinossi: La Terapia Teatrale di un gruppo di attori malati di Parkinson coinvolge Paolo, portandolo alla riconquista della sua dignità umana.


 

a seguire…

Cain

Regia: Marco Filiberti
Soggetto e sceneggiatura: Marco Filiberti, da Cain e Manfred di George Byron
Musiche: Marco I. Benevento
Fotografia: Mauro Toscano
Interpreti principali: David Gallarello, Luigi Pisani, Gabriele Vanni, Renato Scarpa, Lucia Mazzotta, Tanita Spang, Maria Francesca Finzi, Riccardo Cascadan, Benedetta Origo, Daniela Malusardi
Produzione: Le Vie del Teatro, Anele Production

Sinossi: In un casale nelle terre di Siena vive appartato Bartolomeo Zurletti, un grande regista volutamente estraneo alle logiche dominanti del sistema produttivo. Intorno a lui si muove un gruppo di giovani attori attratti dal progetto del regista di mettere in scena due opere di Lord Byron, Cain e Manfred, monumenti poetici della ribellione romantica. Tra questi attori ci sono Alessandro ed Antonio, l’uno più affidabile e solare – al quale è stato affidato il doppio ruolo di Abele e di Lucifero – e l’altro, più tormentato e competitivo, identificato da Zurletti per interpretare Caino, il protagonista dello spettacolo. Gli equilibri del gruppo cambiano quando al casale arriva Amedeo, attore il cui talento spontaneo e luminoso si impone all’attenzione generale. Antonio è combattuto fin dall’inizio tra una forte fascinazione e un sentimento di invidia ma, ben presto, la sua frustrazione finisce per prendere il sopravvento: messa in scena e realtà cominciano a sovrapporsi in un complesso mosaico di emozioni contrastanti. La bella Fiammetta e l’ingenua Francesca sono i primi bersagli della sua sarcastica aggressività. In un crescendo di pulsioni incontrollate imbevute di visioni byroniane sempre più cupe e drammatiche, Antonio, ai limiti della follia, arriva a provocare la morte di Amedeo, ormai sovrapposto nella sua mente alla figura di Abele. Sebbene l’omicidio non venga smascherato, il peso del gesto compiuto tormenta incessantemente la coscienza di Antonio. Dopo alcune settimane di tristezza e di dolore per la scomparsa di Amedeo, il regista Zurletti decide di riprendere le prove dello spettacolo. Non sarà più nell’Eden ormai perduto della campagna senese, ma all’interno di un teatro, dove Antonio, sotto la maschera del personaggio di Manfred, inizierà il suo viaggio più lungo nell’abisso delle proprie colpe.