sabato 23 luglio

ore 21:15
Istituto Comprensivo – Via Aurelia, 276 – Santa Marinella

Apertura della XII edizione del festival alla presenza delle autorità.
Il festival ricorderà Luigi Comencini nel centenario della sua nascita

Liberi tutti!

Matteo Pavesi, direttore della Fondazione Cineteca Italiana fondata dallo stesso Comencini nel 1947, e il regista Franco Longobardi ne illustreranno due caratteristiche peculiari: l’attenzione per il mondo dell’infanzia e l’altra, meno nota, la cura per il doppiaggio.
Una mostra di foto, messa a disposizione della Fondazione Cineteca Italiana di Milano, presenterà immagini inedite del regista anche nel suo privato, circondato da bambini, piccoli attori e no.
Il rapporto di Comencini con i bambini è stato in effetti davvero speciale e per tanti versi unico nel panorama del cinema italiano. Fin dall’esordio, con La novelletta (1937) e poi con Bambini in città (1946) e Proibito rubare (1948), l’infanzia è stata al centro del suo interesse sia come documentarista di impegno civile, sia come brillante intellettuale curioso di scoprire il segreto dei più piccoli, il loro senso di libertà, il loro comportamento istintivo e naturale. Anche dopo il grande successo ottenuto con Pane amore e fantasia (1953) e il successivo Pane amore e gelosia (1954), film che gli valsero l’affetto del grande pubblico e con i quali seppe indicare nuove vie al cinema italiano, l’infanzia tornò puntualmente nei suoi lavori. Incompreso (1966), Le avventure di Pinocchio (1972), Voltati Eugenio (1980), Cuore (1984), Un ragazzo di Calabria (1987), Marcellino pane e vino (1991) sono state le tappe principali di questo percorso.
Nel 1970 ha realizzato per la Rai, di I bambini e noi, un’inchiesta televisiva in 6 puntate sulle condizioni di vita, l’ambiente famigliare e scolastico, i giochi dei bambini italiani; un reportage da cui emergono i temi che più stavano a cuore a Comencini: la necessità di liberare i bambini da ogni tipo di “gabbia” che possa tenerli imprigionati, lo sfruttamento minorile, le convenzioni, l’eccessiva povertà e l’eccessiva ricchezza, il dovere di ridare ai bambini la loro dignità, la loro giusta e rispettosa collocazione nel mondo degli adulti.
Ecco allora le numerose foto che ritraggono Comencini accanto ai bambini, attori e non, seduto ad ascoltare le loro storie a volte scombinate, a farsi confidare i loro sogni, o a spiegare il segreto di un’inquadratura da girare: complice ma autorevole, talvolta autoritario, sempre dalla loro parte.

Inaugurazione della mostra
I bambini di Luigi Comencini nelle immagini dell’archivio di famiglia

 

a seguire…

Comencini, amore e fantasia
Gli invisibili grandi attori che hanno dato voce al cinema di Comencini

di Franco Longobardi

Una delle qualità di questo documentario è la scoperta di come il grande maestro utilizzasse le voci del cinema italiano. Nei suoi film infatti c’è la partecipazione “invisibile” di celebri volti del grande e del piccolo schermo, selezionati da Comencini stesso per vestire occasionalmente gli inusuali panni del doppiatore. Nulla è mai casuale nel suo cinema e le voci sono un elemento fondamentale per delineare il carattere dei suoi personaggi. Così può accadere, che per precisa scelta artistica, a un attore di fama non sempre corrisponda la propria voce naturale. Si scopre che dietro alcuni celebri attori del calibro di Gian Maria Volontè, Adolfo Celi, Sophia Loren, Gastone Moschin, Antonio Cifariello, Bette Davis, George Chakiris, Silvana Pampanini, Vittorio Gassman, si nascondono le recitazioni vocali di altrettanto importanti interpreti italiani, un vero rebus artistico di cui Comenicini è il maestro.