sabato 30 luglio

ore 21:15
Istituto Comprensivo – Via Aurelia, 276 – Santa Marinella

Gianfranco Angelucci
presenta

Caterina Boratto,
la donna che visse tre volte

di Marina Ceratto

Caterina Boratto era il genere di donna per il quale Fellini nutriva un debole dichiarato, non celabile, e a lei, alla sua bellezza degna di una dea, il regista riminese eresse un vero e proprio monumento. Se in Otto e mezzo la utilizzò come un “fantasma di desiderio”, in Giulietta degli Spiriti la dipinse con le luci e i colori di un sogno proibito, il volto di puro alabastro da far invidia alle sante d’altare. Nel film era la madre fastosa, incombente, regale, di Giulietta, indossava cappelli smisurati, velette tentatrici più peccaminose di una grata di confessionale. Fellini e Caterina si erano conosciuti nel 1943, durante la guerra, in occasione della lavorazione di Campo de’ Fiori con Anna Magnani e Aldo Fabrizi, diretto da Mario Bonnard. Federico come collaboratore della sceneggiatura ne frequentava il set. Ma poi ognuno aveva continuato la propria strada verso traguardi e vicende diverse. Finché Caterina, dopo molte traversie e una lunga parentesi da signora borghese a Torino, era tornata a Roma all’inizio degli anni Sessanta ansiosa di riprendere la sua carriera. Non senza difficoltà: non più giovanissima, priva delle conoscenze giuste, in un cinema che nel frattempo era completamente cambiato rispetto a quello del suo esordio fulminante, “Vivere!”, grazie al quale era stata lanciata nello star-system dell’epoca, corteggiata persino dalla Major Companies americane. E in mezzo c’era stata una guerra mondiale! Ma si sa che i miracoli avvengono quando debbono avvenire. Un giorno, passando per via del Corso, Federico la vide all’angolo di Via della Vite, e non si trattenne dall’avvicinarla: “Che bella signora! Caterina, ma lei non si ricorda di me?” Il ragazzo alle prime armi di venti anni prima era intanto diventato forse l’autore più celebre al mondo, dopo i due Premi Oscar a La strada e Le notti di Cabiria e in seguito al successo planetario di La dolce vita. “Perché non mi viene a trovare? Sto preparando un nuovo film, e c’è una parte per lei.” “Davvero? Non so… dove la trovo?” E qui assistiamo a una scena che sembrerebbe presa in prestito da una pellicola brillante dei “telefoni bianchi”. Caterina la rievocava così in una intervista che avevo girato con lei per un lungo reportage su “I protagonisti di Fellini”: “Federico volle subito il mio numero di telefono, ma né io né lui avevamo a disposizione una penna. In quel momento passava accanto a noi un signore che aveva una stilografica infilata nel taschino della giacca, Federico rapido gliela sfilò e mi scrisse il suo numero. “Mi chiami, – mi disse – la aspetto!” E fu così che nacque il mio misterioso personaggio di Otto e Mezzo, poco più di una visione fugace all’Hotel delle Terme, che mi permise di rientrare dalla porta principale nel mondo del cinema. Poi, nel film successivo Giulietta degli Spiriti, Fellini mi richiamò; volle che fossi io a interpretare la madre della protagonista, Giulietta, e curò personalmente ogni minimo dettaglio del mio carattere insieme al suo scenografo e costumista Piero Gherardi.” Con quei cappelli giganteschi, le velette, i voile, le organze, le trasparenze, i colori pastello, il trucco porcellanato, aveva trasfigurato Caterina in una divinità irraggiungibile; una maliarda, una creatura dal fascino denso, di torbida avvenenza, di indescrivibile raffinatezza. Una presenza onirica capace di sovrastare, di schiacciare, dall’alto della sua prodigiosa apparizione, la piccola arruffata Giulietta, impegnata a contrastare l’assedio dei suoi fantasmi quotidiani.
Gianfranco Angelucci

di Gianfranco Angelucci

Inaugurazione della mostra
Il percorso artistico di Caterina Boratto

 

a seguire…

Giulietta degli spiriti

di Federico Fellini

Soggetto e sceneggiatura: Federico Fellini, Tullio Pinelli
Musiche: Nino Rota
Fotografia: Gianni Di Venanzo
Interpreti principali: Giulietta Masina, Sandra Milo, Mario Pisu, Valentina Cortese, Sylva Koscina e Caterina Boratto
Produzione: Federiz (Roma), Francoriz Production (Parigi)

Sinossi: Giulietta, una ricca signora borghese, trascorre l’estate nella sua bellissima villa di Fregene. Educata secondo le regole del piú rigido e bigotto cattolicesimo, quando sospetta il tradimento del marito, entra in una profonda crisi. Solo dopo un lungo travaglio troverà una nuova e piú serena dimensione esistenziale, grazie anche all’aiuto di Susy, una disinibita vicina di casa.


Copia restaurata – Formato Bluray

Il restauro ad opera della Cineteca Nazionale è consistito nella ricostruzione della versione originale, partendo dai negativi messi a disposizione da RTI-Mediaset, integrati da un internegativo conservato presso la Cineteca Nazionale e più lungo di circa 14 minuti. La particolare fotografia del film è stata restituita, con la supervisione di Gianfranco Angelucci, comparando i nuovi materiali con una copia d’archivio. Il restauro è stato realizzato completamente in digitale (4k) presso il laboratorio RumbleFish VFX di Milano. Prima presentazione Torino Film Festival 2015