Amoreodio di Cristian Scardigno  è stato presentato al santa marinella film festival  il 24 luglio suscitando una viva reazione tra il pubblico per il tema e per la crdezza di alcune scene. Il giovane regista, classe 1982, nonché sceneggiatore e produttore, si è laureato al DAMS dell’Università degli Studi Roma Tre e diplomato all’Accademia di Cinema Griffith, è stato autore di alcuni cortometraggi selezionati e premiati in diversi festival internazionali. L’ultimo corto, La terra sopra di noi (2010), ottiene 9 premi e viene selezionato in 30 festival in tutto il mondo.

 

Un tema assai particolare, da dove nasce?

L’idea del film nasce da un ricordo e da alcune sensazioni. Il ricordo è il terribile caso di Novi Ligure, evento mediatico dei primi anni 2000 che mi aveva particolarmente colpito. Le sensazioni erano quelle provate nei tre giorni che seguirono la vicenda. C’era una tale morbosità nel trattare la notizia da parte dei media, che era quasi impossibile non assorbire quello che stava accadendo. Così, una volta capito che poteva essere un interessante soggetto di partenza, ho cominciato a buttare giù idee che poi hanno portato alla sceneggiatura del film.

 

Come sceneggiatore ha scritto varie stesure om “buona la prima?

Dalla prima all’ultima stesura, la sceneggiatura si è evoluta, nel trattamento e nei temi. Prima di tutto c’era da eliminare ogni tipo di sensazionalismo tipico della cronaca nera nostrana. Da un’idea di partenza di scandagliare l’animo di una ragazza pronta a commettere un omicidio, ho cominciato ad interessarmi ad altri elementi che in un modo o nell’altro erano assenti nella vicenda reale. Quindi, oltre al rapporto genitori-figli e insegnanti-studenti, ho inserito l’aspetto dei social network, relativamente recente, e accentuato un certo nichilismo, andando ad estremizzare l’isolamento dei personaggi principali. Ne viene fuori un’aridità emotiva notevole, che rende il film ancora più freddo, in contrapposizione con quel calore che dovrebbe provenire da quell’ambiente familiare e provinciale in cui è ambientata la vicenda.

 

La decisione di produrre il film ….

….  nasce dalla volontà di cinque giovani di voler in un modo o nell’altro esordire al cinema. Nasce così per l’occasione Underdog Film, società che produce e che poi distribuisce il film in sala in modo totalmente indipendente. Con tutte le difficoltà del caso, perché muoversi autonomamente nella giungla distributiva italiana è stata un’idea folle che poteva essere percorsa solo da una società nuova, giovane e incosciente.

 

La ricerca degli attori, il rapporto con loro?

Gli interpreti principali del film sono Francesca Ferrazzo e Michele Degirolamo, entrambi sono stati scelti mediante provini. Su di loro avevo riposto la totale fiducia per la riuscita della storia e per fortuna ho avuto a disposizione due attori che hanno dato veramente tutto. Diversi nell’affrontare i loro personaggi – in modo più naturale e spontaneo Francesca, più viscerale e costruito Michele – ho potuto lavorare con loro in totale armonia. Abbiamo effettuato alcune prove prima delle riprese, per impostare i personaggi e mettere le basi. Sul set poi è bastato davvero poco, perché dal primo giorno Francesca e Michele erano già diventati Katia e Andrea, i due ragazzini “ribelli” ed estranei al mondo che li circonda.

 

I tempi di lavorazione sono stati rispettati? Ci sono stati problemi?

Il film è stato girato a Torremaggiore, in provincia di Foggia, in poco più di un mese, con tempi di lavorazione estremi. Non potendo permetterci più settimane di riprese, eravamo in una corsa continua contro il tempo. Se siamo riusciti a portare a casa il film è stato soltanto grazie alla grande abnegazione di tutti, cast e troupe. In poco tempo siamo diventati una grande famiglia che aveva un obiettivo da raggiungere. Credo sia praticamente impossibile ricreare la stessa atmosfera familiare che c’è stata su questo set. Ed era anche l’unico modo per esorcizzare la difficoltà di girare una storia simile.

 

La critica e il pubblico in Italia e all’estero in sala e ai festival hanno risposto alle vostre attese?

Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Festival des films du monde de Montreal (Canada), per poi passare al Festroia Film Festival in Portogallo e al Festival del cinema italiano di Annecy, in Francia, dove Francesca Ferrazzo ha vinto come miglior attrice. L’accoglienza festivaliera è stata unica. L’obiettivo era quello di far riflettere lo spettatore su questi temi delicati. Ogni persona usciva dalla sala con tanti spunti riflessivi e questo mi ha permesso di confrontarmi con tantissima gente, di diversa età e nazionalità.

Cosa che è accaduta recentemente anche al santa marinella film festival, dove si è creato un dibattito partecipato e molto appassionante.

Per essere un film ultra-indipendente il percorso nei festival è stato più che positivo, con oltre dieci selezioni, alla pari di tanti altri titoli più blasonati. L’uscita in sala in Italia ha spaccato la critica, provocando quelle reazioni estreme e contrastanti che spesso hanno accompagnato il giudizio su questo film senza mezze misure.

 

A cura della dr Grazia Sette

responsabile dell’Ufficio Stampa

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