E’ con noi Mariano Di Nardo vincitore, insieme a Andrea De Sica e Gloria Malatesta, del Premio per la miglior sceneggiatura dedicato a Maria Pia Fusco per il film I figli della notte di Andrea De Sica, presentato al santa marinella film festival  il 3 agosto 2017.

Il nostro ospite si è formato all’Università di Bologna e al Centro Sperimentale di Roma; ha vinto due volte il prestigioso Premio Solinas per la sceneggiatura e una terza è arrivato finalista

 

 

Come è nata l’idea del film?

Prima di tutto voglio ringraziare la Giuria  per questo premio: E’ la prima volta che ricevo un premio per una sceneggiatura che poi viene realizzata quindi è un premio che mi fa e ci fa particolarmente piacere soprattutto perché è dedicato alla memoria di Mariapia Fusco una firma che abbiamo letto per anni e di cui conosciamo anche la carriera di sceneggiatrice, quindi è un premio che ci fa ancor più felici e di cui siamo onorati.

Per quanto riguarda la genesi del film, quando io e Andrea (De Sica ndr) abbiamo iniziato a parlarne, c’era il desiderio di raccontare il sentimento dell’abbandono sperimentato, per la prima volta, da questi adolescenti mandati dai loro genitori in delle scuole a cui viene di fatto affidato il compito di educarli al posto loro, naturalmente parliamo di famiglie di altissimo rango. Inoltre ad entrambi piaceva l’idea di raccontare una storia di amicizia a quell’ età, ma in un contesto tutto sommato inedito, almeno per quanto riguarda il cinema italiano.

 

Come avete sviluppato la sceneggiatura?

Facevamo delle lunghe “chiacchierate” di molte ore poi io scrivevo secondo il mio modo di vedere e pensare e lo mandavo ad Andrea al quale andava sempre tutto bene ma poi apportavamo sostanziali modifiche per cui la sceneggiatura si è conclusa in itinere,

 

Qual è stato l’iter produttivo del film I figli della notte?

Io e Andrea abbiamo scritto il soggetto e poi ci siamo messi alla ricerca di un produttore. È così che ci siamo imbattuti nella VIVO FILM di Gregorio Paonessa e Marta Donzelli, due produttori coraggiosi e appassionati che da sempre prediligono un cinema lontano dalle convenzioni. Direi che la fortuna di questo film è cominciata da questo incontro.

 

Il risultato ha soddisfatto le vostre attese?

Moltissimo. È andato anche oltre le nostre aspettative. Gode di un apprezzamento trasversale, perché è piaciuto sia alla critica, sia al pubblico. Capita spessissimo che alla fine di una proiezione le persone si fermino a parlare, a volte anche a lungo… evidentemente è un film che tocca delle corde profonde, turba, lascia qualcosa. E questa per tutti noi è la soddisfazione più bella.

 

Com’è stata l’esperienza del Santa Marinella Film Festival?

Anche qui la proiezione ha avuto una bellissima accoglienza, un buonissimo riscontro, un ampio scambio di opinioni. Il film negli ultimi mesi ha girato molti festival di questo tipo, che per un’opera prima sono preziosissimi, dato che permettono ad un film che ha avuto una tenitura breve in sala, di arrivare lo stesso al pubblico. E la partecipazione ai dibattiti degli spettatori è sempre molto viva, per cui non è solo un modo per farci conoscere, ma è anche e soprattutto un’occasione di dialogo, di confronto e quindi di crescita.

Spero di essere nuovamente a Santa Marinella magari con la sceneggiatura di un’altra opera prima.

 

A cura della dr Grazia Sette

responsabile dell’Ufficio Stampa

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