Abbiamo con noi Max Nardari, laurea in Lettere e filosofia all’Università di Bologna con una tesi su Pedro Almodóvar regista del film La mia famiglia a soqquadro, presentato  in anteprima mondiale al Festival Skip City International di Tokyo, in America al Bahamas International Film Festival (classificandosi tra i 4 finalisti italiani) e  al santa marinella film festival il 26 luglio 2017 insieme al corto dello stesso autore, Uno di noi

 

Cominciamo con una domanda di rito: come è nata l’idea del film?

L’idea del film La mia famiglia a soqquadro, che ho presentato con grande successo qui in Italia al festival di Santa Marinella è molto originale.

Racconta la storia di un bambino di 11 anni che entrando nel nuovo mondo delle scuole medie si trova di fronte ad una realtà inaspettata: è l’unico della classe ad  avere ancora i genitori insieme per cui si sente un diverso! Da qui scatta in lui l’idea diabolica di far separare i suoi genitori per diventare un bambino come tutti gli altri! Nel cast: Marco Cocci, Bianca Nappi, Gabriele Caprio, Ninni Bruschetta, Eleonora Giorgi, Luis Molteni.

Il film invita a riflettere sul nuovo concetto di famiglia: avere una famiglia solida, basata sui valori tradizionali, non viene più vissuto come un plus valore ma come un disagio. L’obiettivo è far sorridere ma allo stesso tempo riflettere su una situazione sociale tipica dei nostri tempi e sul diverso modo che hanno gli adulti e gli adolescenti di interpretare le vicende della vita.

Quando tempo fa ho presentato il progetto del film La mia famiglia a soqquadro, molti produttori si sono detti interessati, facendomi però aspettare inutilmente diversi anni. E’ stato molto frustrante. In situazioni del genere, si arriva a un bivio: o si cambia mestiere, oppure si sceglie come ho fatto io l’autoproduzione.

Io venivo da un’altra esperienza, avevo già fatto un altro film nel 2015 Love pret a portè, un film in coproduzione tra l’Italia e la Russia, con grande fatica e senza essere riuscito a farlo come volevo veramente. Nel cast: Andrea Preti, Giancarlo Giannini, Alessandro Borghi, Giancarlo Giannini, Alessandro Borghi, Nino Frassica, Paolo Coticini e Tosca D’Aquino.

E’ così che nel 2016 ho deciso di produrre La mia famiglia a soqquadro autonomamente con la mia casa di produzione indipendente Reset Production e sono molto soddisfatto del risultato perché il film mi rispecchia, è in parte autobiografico ma è anche stato liberamente ispirato dal libro Figli violati di mia madre,  Renea Rocchino Nardari, avvocato rotale e matrimonialista.

Il libro tratta temi delicati e drammatici, e tratti dalle carte processuali, mentre io ho voluto raccontare con il sorriso e leggerezza tematiche profonde come la disgregazione familiare, l’omologazione e il bullismo. La mia famiglia a soqquadro infatti, nel dipanarsi di una trama costruita su equivoci e incomprensioni, affronta delicatamente ma con incisività narrativa anche temi importanti come l’importanza dello status symbol e del denaro ed il il rapporto con la tecnologia delle nuove generazioni, alle prese con un cambiamento radicale nelle modalità di relazione, in cui essere amici su Facebook, o ricevere un “like” sembra davvero più importante rispetto ad un’interazione diretta con le persone. A guidare le danze del piano di Martino, infatti, è proprio il cellulare, oggetto tanto agognato dal piccolo protagonista ma abbastanza invadente da portare il suo modesto piano verso direzioni inaspettatamente complicate.

Il tutto sullo sfondo di un bullismo che spesso nasconde un disperato bisogno di affetto, una necessità essenziale e compensabile solo con la moneta dell’amore, un valore che i genitori, separati o no, non dovrebbero perdere mai di vista nell’intento di crescere figli sereni e non problematici.

 

 

Tanto impegno ha dato i risultati sperati?

Il film è uscito recentemente in tutta Italia in una trentina di sale sparse in tutta Italia nei circuiti multiplex UCI e The Space , è stato venduto in vari paesi dell’Asia e sulle linee aeree inglesi , inoltre dall’America mi hanno chiesto i diritti di remake del film, e questa è sicuramente la soddisfazione più grande, dato che spesso in Italia si fanno remake di film stranieri, e nel mio caso invece sembra stia accadendo il contrario.

 

Grande successo anche per Uno di noi?

Con la mia casa di produzione e la Onlus Engim, ho prodotto anche  il cortometraggio Uno di noi  presentato con successo al festival di Santa Marinella. Un corto delicato che tratta il tema dell’adozione e dell’integrazione razziale con protagonisti i bravissimi Simone Montedoro ed Euridice Axen reduci dai successi del piccolo schermo.

Il corto, co-finanziato dal Ministero degli Affari Esteri è stato scelto fra tantissimi e mess in onda in anteprima il 7 luglio 2017 su RAI 1 alle 2.00 ottenendo uno share dell’8%, molto alto per quell’ora, con 160.000 spettatori.

 

Lo spettacolo va avanti?

Si, ho già in cantiere il prossimo progetto: Lui & L’altro, un film commedia contro l’omofobia sullo stile del film francese Quasi amici che nasce da un mio corto omonimo distribuito da Rai cinema che ha avuto come protagonista Alessandro Borghi diventato poi   un nome molto importante nel cinema italiano.

 

Hai già un produttore?

No ma ho deciso di continuare a produrre con la mia casa di produzione per poter realizzare in totale libertà anche questo progetto; la difficoltà è ovviamente trovare i finanziamenti, cosa ormai sempre più difficile in Italia. Al  momento abbiamo vinto un bando Imaie e siamo molto orgogliosi essendo tra le 4 case di produzioni in Italia finaliste. Questo è un lavoro molto difficile , soprattutto per un regista come me da poco si sta cimentando anche nella produzione, ma mi sto rendendo conto che è solo la grande passione per il cinema che mi fa andare avanti.

A cura della dr Grazia Sette

responsabile dell’Ufficio Stampa

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