Marcozzi: “Grande vetrina per la città”


Il programma del santa marinella film festival 2013 è stato presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nel Palazzo Municipale di Via Rucellai, alla quale hanno preso parte il Sindaco Roberto Bacheca, il Consigliere delegato al Turismo Alessio Marcozzi, il dott. Ernesto Nicosia direttore del Film Festival, il Presidente della Croce Rossa Italiana di Santa Severa Fabio Napolitano ed Vice-presidente provinciale della CRI, Maria Cristina Scocchia.

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Lavori in corso

Passata l’euforia per il Festival di Cannes e in attesa dell’epica chiusura di stagione con la Mostra d’Arte di Venezia, ci ritroviamo nuovamente tra amanti del buon cinema nel giardino dell’Hotel Le Palme a Santa Marinella e, quest’anno (dopo la forzata assenza per la chiusura della storica Arena Corallo), anche a Santa Severa presso la Croce Rossa Italiana, per dare il nostro affettuoso contributo a quelle opere di autori esordienti, che non hanno avuto né la fortuna di essere inserite nella programmazione delle kermesse internazionali, né di avere una distribuzione commisurata ai loro meriti.
Fortuna si, perché, ove si avesse riguardo alla qualità, sarebbero molti i film che avrebbero titolo per essere presenti in quelle rassegne e avere una più incisiva distribuzione.
A questi autori, più meritevoli che fortunati, vogliamo dare una visibilità che sia di buon auspicio per il loro futuro, augurio che si è spesso concretizzato: registi presenti con le loro opere prime alle passate edizioni del santa marinella film festival hanno poi proseguito la carriera con successo. Inoltre saremmo felici di averli ancora ospiti con la loro opera seconda.
Il vero ostacolo alla circolazione dei film d’autore è il sistema distributivo.
Al distributore (fatte poche eccezioni) non interessa la qualità del film se non in funzione dell’affluenza del pubblico in sala. Questo è l’obbiettivo primario: riempire le sale.
Consenso e affluenza spesso determinati dalla promozione che del film viene fatta e che fa facilmente breccia nella massa degli spettatori incapaci di difendersi da una comunicazione talvolta aggressiva, ma responsabili di aver abbandonato una prospettiva criticamente attiva rispetto alle informazioni circolanti.
Non vogliamo far di ogni erba una fascio e dire che i giornalisti siano dei criminali di guerra che sparano le loro veline ad altezza d’uomo colpendo la popolazione inerme. Ma la cosiddetta società del consenso – dove io parlo bene del tuo film se tu parli bene del mio, dunque tutto è buono o bello – svuota la critica di ogni ragion d’essere.
Così il prodotto cattivo scaccia quello buono che le Istituzioni, alle quali è demandato il compito di salvaguardarlo e promuoverlo, non riescono a tutelare.
Va scomparendo la figura del distributore-imprenditore, che rischiava del suo, per trasformarsi in quella di un erogatore di servizi distributivi a carico del produttore. Si va perdendo una professionalità che, se correttamente impiegata, potrebbe dare un notevole apporto al prodotto di qualità.
Sintomatico il caso di Salvo, opera prima di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, che a Cannes ha riscosso un meritato tributo dal pubblico e dai critici, tanto da guadagnarsi il prestigioso Primo Premio alla Semaine de la Critique, presente grazie alla sua qualità e al prestigio internazionale dei produttori, Massimo Cristaldi in primis, ma senza un distributore di supporto (carenza che ha sorpreso tutta la stampa accreditata).
Sull’onda del successo di Cannes avrà un distributore, ma di film belli che non vengono distribuiti ce ne sono moltissimi e noi siamo lieti sia di offrire loro uno schermo, sia di avere l’occasione di vedere opere che altrimenti difficilmente potremmo ammirare.
Ci sono pervenute oltre cinquanta opere, tra prime e seconde e tutte degne della nostra totale attenzione. Tutte meriterebbero, ancorché a diverso titolo, di essere programmate.

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